mercoledì 22 aprile 2009

NEVER ALONE - Recensione

a cura di http://loudychronicles.blogspot.com/2009/04/tre-settimane-fa-ho-incontrato-sacha.html

Tre settimane fa ho incontrato Sacha Naspini alla presentazione del suo ultimo romanzo “Never Alone”, edito per la Voras Edizioni. Giubbotto di pelle nera, tranquillità espressiva, parlata da toscanaccio. Ho ascoltato l’intervista, le sue risposte e gli elogi che gli altri scrittori presenti in sala hanno fatto su questo suo ultimo lavoro. La curiosità cresceva in me. Volevo leggerlo. Mi sono alzato e diretto al banco dove vendevano le copie del romanzo per comprarne una. Me la sono messa sottobraccio e sono andato al bar a bermi due americani. Ieri sera ho terminato di leggere quel libro che se n’era stato buono sottobraccio mentre mi sbronzavo di bitter Campari, Vermouth rosso e selz, mescolati in parti uguali e ora non posso far altro che unirmi al coro unanime di commenti positivi che accompagnano quest’opera. Never Alone lo si legge tutto d’un fiato, pagina dopo pagina lo si scopre in tutta la sua potenza narrativa e fragilità dei personaggi. Due ragazzi, Art e Ruben, che vivono in chiave differente l’amicizia, tuttavia avvertendola come una presenza viscerale della loro vita. L’uno e l’altro si completano. Un affetto combattuto cui non possono fare a meno. Come non possono più fare a meno della pistola che diventa loro compagna sin dall’inizio del libro. Presenza ingombrante che muta il loro interagire col mondo e di conseguenza anche il loro rapporto. Incalzante e veloce Never Alone ci porta dritto dentro l’anima dei suoi protagonisti, nel mondo duro degli adolescenti. Scritto sviluppando entrambi i punti di vista dei personaggi, il libro mostra i pensieri dell’uno e dell’altro ragazzo, presentando così un quadro completo dell’insieme. Rivelando come il mondo possa apparire differente sulla base di chi lo osserva, come a volte le nostre azioni siano interpretate diversamente da chi ci sta accanto. Sottolineando inoltre come ci si possa sentire protetti con un amico vicino su cui contare, oppure potenti con una pistola-compagna nascosta sotto la giacca, in ogni caso disorientati e impreparati per quel che potrebbe succedere all’improvviso, come perdere il controllo della situazione e ritrovarsi davanti ad eventi imprevisti, non calcolati e sorprendersi impauriti, incoscienti e coraggiosi al tempo stesso.

martedì 21 aprile 2009

I SASSI - Recensione

Sacha Naspini, rispetto ad altri autori della sua età che pubblicano per piccole o medie case editrici, ha una marcia in più. E non solo rispetto a loro. Questo noir svela i suoi motivi pian piano, con uno stile secco ma profondo, pieno di sottintesi, di frasi allusive, di parole non dette. Il mistero striscia sotto il testo come un serpente sotto il fogliame di un bosco. Ci troviamo di fronte a uno di quei rari testi dotati di "doppio fondo"; si legge e s'intuisce qualcosa, non detto dalle parole ma comunque evocato, qualcosa che sta dietro, sta in profondità, un po' come il lieve incresparsi delle placide acque di un lago che rivelano il passaggio di un mostro in profondità (vecchia similitudine sempre efficace). Questo si rispecchia, nel lettore, in un sommovimento nell'inconscio durante la lettura, il famoso "formicolio dietro lo sterno". La trama è ben dipanata, e contiene molti elementi "simbolici" (penso ad esempio al gioco di carte tra i due protagonisti, e al misterioso ciondolo attorno a cui ruota tutta la vicenda), che aiutano a imprimere nella testa tutta l'opera. I personaggi sono ben delineati, le scene di sesso sono non banali, precise e realistiche. Il romanzo si legge d'un fiato, lascia il segno sia durante che dopo la lettura, e non mostra mai segni di cedimento. Una bella conferma, un autore sicuramente da tenere d'occhio.
Maurizio Cometto

DIARIO DI UN SERIAL KILLER - Segnalazione

DIARIO DI UN SERIAL KILLER di Sacha Naspini
Un thriller raffinato in cui si analizza con il rigore di una ricerca scientifica l'impulso a uccidere. Mai un serial killer è stato più affascinante e ricco di umanità del protagonista di questo diario dell'orrore. Non è solo un romanzo d'evasione, è un trattato su un fenomeno che ci riguarda tutti: c'è qualcuno che ci vuole morti, ed è il più insospettabile tra quelli che abbiamo vicino. E' l'esordio clamoroso di un autore dall'inventiva strepitosa e dallo stile straordinariamente incisivo. Una storia che fa riflettere: dopo averla letta, l'omicidio appare sotto una luce del tutto nuova. E ancora più terrificante.

IL RISULTATO

IL RISULTATO - SACHA NASPINI - Magnetica Edizioni
Mi dissi che una città ti può ingoiare: avevo sempre pensato a quel locale, ma non ci ero più tornato. Più facilmente ero stato altrove, nel mondo, se ricordavo di quel posto lo sentivo come la vita di qualcuno che racconta un diario perso nei secoli. Ora stavo con un gomito al banco, la vertigine della congiunzione, una figlia.
Sacha Naspini è un autore dotato di una scrittura fresca, rapida e senza fronzoli, utilizza periodi brevi e spezzati che danno ritmo alla narrazione e padroneggia a dovere il dialogo che scandisce l’incedere del racconto. Naspini riesce a caratterizzare i personaggi in modo articolato e fa scaturire la loro personalità dalle cose che dicono e dai ricordi. Il risultato descrive l'incontro tra due vecchi compagni di scuola che decidono di vedere insieme un’importante partita di calcio. Ma l’avvenimento sportivo passa in secondo piano e di fronte alla vecchia complicità che riaffiora sono i ricordi a prendere il sopravvento. Il risultato è un racconto sul tempo che passa e le persone che cambiano ed è emblematica la frase pronunciata da uno dei protagonisti: “Comincia con i calciatori. Non te ne accorgi neanche. Un giorno ti accorgi che il nuovo centravanti della tua squadra ha l’età che potrebbe essere tuo figlio”. L’incontro tra i due amici di un tempo riapre vecchie ferite e scava in un passato che ha fatto vivere troppi fallimenti. Naspini è bravo a non dare giudizi, ma si limita a costruire un clima realisticamente malinconico, un suggestivo scenario dove fa muovere i suoi personaggi come perfetti ingranaggi della storia. Il risultato è un racconto minimalista che è uno spaccato credibile di vita quotidiana nel quale il lettore si immedesima con piacere e a tratti ritrova parte della sua vita. Il finale è permeato di un’atmosfera agrodolce con i due amici che lasciano perdere la partita e finiscono in un locale, come ai bei tempi dell’università. Purtroppo niente è come prima, persino la bella cameriera è ingrassata e il suo fisco non fa più sognare, così come i due amici non sono più gli studenti sempre a caccia di avventure. Alla fine uno dei due si ritrova ubriaco per mano a una ventenne e l’altro esce con la cameriera, sogno erotico del passato. La loro vita è cambiata, come cambia la vita di tutti, tra divorzi, figli perduti e un lavoro che distrugge le illusioni. I due vecchi amici si salutano e l’autore lascia intendere che forse non si vedranno mai più, perché non c'è più niente a tenerli unti. Il risultato è un racconto che si legge con rapidità e che è permeato di buona tensione narrativa. Al tempo stesso è un racconto che scava nella psicologia dei personaggi che costruisce come due prototipi di sconfitti, due giovani insoddisfatti prodotti dalla società contemporanea. Bene ha fatto il giovane editore Magnetica a metterlo nel suo interessante catalogo. Naspini è un giovane scrittore che merita attenzione.
Gordiano Lupi

L'INGRATO - Segnalazione


Il primo romanzo di uno scrittore di cui sentiremo ancora parlare. Uno che sa cosa raccontare e come si fa a scrivere. La sua prosa, almeno in questo suo lavoro, è caratterizzata da uno stile che si ritrova nelle opere del primo Novecento. Detto così, potrebbe sembrare un linguaggio po' datato, ma vi garantisco che non è per niente ampolloso e che la lettura coinvolge fino alla fine.
[Massimo Padua]

L'INGRATO - Segnalazione


Questo romanzo scorre come un viaggio in bicicletta che sfiora ambienti, personaggi , fatti che sembrano emergere da una palude come fantasmi di annegati, e fa rivivere uno struggente quadro di provincia con l'agilità e la poesia di chi sa veramente scrivere.

[Raffaele Olivieri]

L'INGRATO - Segnalazione


E' la storia del maestro elementare Luigino Sarcoli Calamaio, che si diletta di pittura, infamato dai pettegolezzi dei cittadini del paesino in cui è andato a insegnare, sulla sua presunta pedofilia... Una storia forte e delicata, tenera e bruciante, scritta da una giovane penna che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti letterari. Questo è il suo primo romanzo.

[Fernando Quatraro]